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Viewing: 3viso/cronaca (6 bookmarks) [ options: rss or publish on my site or add to friends & faves ]
E' morto ieri il ragazzo di 29 anni di Verona, Nicola Tommasoli, che è stato pestato a morte per aver rifiutato una sigaretta ad un gruppo di skinhead, la notte del 1° Maggio. 

Nicola era, al momento dell'aggressione, insieme a 2 suoi amici, picchiati anche loro: il motivo dell'aggressione da parte del gruppo, formato da 5 ragazzi, è stato il rifiuto di Nicola alla richiesta di una sigaretta.

I 5 ragazzi, si sono così scagliati con violenza contro Nicola, sferrandogli calci alla testa, che gli hanno porovocato poi un ematoma, che nepppure con un intervento chirurgico di 8 ore è stato in grado di arrestare.

Messisi alla fuga, gli aggressori, hanno fatto perdere le tracce, finchè 2 giorni fà uno di loro, Raffaele Dalle Donne, si è costituito, senza però far nome degli altri componenti del gruppo. E' stata poi la volta di Guglielmo Corsi e Andrea Vesentini: gli altri 2 sono invece scappati a Londra, ma ieri sera sono rientrati a Bergamo e sono stati arrestati. 

Erano amici gli aggressori di Nicola: tutti simpatizzanti dell'estrema destra, ma non per questo il pestaggio di Nicola e dei suoi amici può essere ricondotto ad un motivo politico. Gli skinhead infatti, sono i ragazzi appartenenti ad un movimento giovanile che, è spinto da odio ed aggressività, nei confronti di coloro siano diversi da loro (socialmente), ideologicamente, ma anche semplicemente nel modo di vestire o sui gusti di musica.

Tolleranza zero insomma per chi è diverso da loro, la stessa tolleranza zero che Fini, Presidente della Camera, ha chiesto per questo gruppo di "assassini, pazzi scatenati", specificando però che il delitto di Nicola non è un omicidio politico, e deve essere diversificato da quanto accaduto alla fiera del libro di Torino, dove sono state incendiate le bandiere palestinesi. "Uno dei due è senza dubbio più grave dell'altro" commenta Fini, "nessun tipo di solidarietà verso gli aggressori neonazisti che hanno causato la morte del giovane Nicola, ma le bandiere bruciate a Torino sono molto più gravi perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni contro Israele che poi cercano di giustificare con una politica antisionista".

Interrogati nella notte, gli ultimi 2 aggressori, hanno ammesso di aver preso parte all'aggressione, ma nessuno si è incolpato di aver preso a calci Nicola: domani si savolgeranno gli interrogatori per la convalida dei fermi.

Per tutti i 5 aggressori di Nicola e dei suoi amici, per ora l'accusa è di omicidio preterintenzionale: sarà però l'autopsia che verrà effettuata sul corpo di Nicola a determinare il motivo della morte, in quel caso, l'accuso per gli accusati diventerebbe di omicidio volontario.
 added on 2008-05-06
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verona: ucciso per una sigaretta...
By: 3viso
Ha aspettato che nella farmacia non ci fossero più clienti e ha fatto irruzione impugnando una calibro 7,65, con il volto coperto da un passamontagna e gli occhiali scuri. Ha intimato alle due farmaciste, una donna di 40 anni e l'altra di 54, di consegnargli l'incasso della giornata: le due donne, secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri, non avrebbero opposto alcuna resistenza, ma forse hanno urlato per lo spavento, e il rapinatore, per paura che stessero per dare l'allarme, ha sparato 2 colpi, ferendo la donna 40enne all'addome e l'altra al torace.

E' successo ieri sera, nella farmacia D'Ambrosio di Cicciano, nel napoletano: il rapinatore, probabilmente spaventato da quanto appena successo, si è poi dato alla fuga senza portar via l'incasso. E' al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Nola, che stanno svolgendo le indagini del caso, scoprire e decidere se fuori dalla farmacia, ci fosse un complice ad aspettare il rapinatore. Tesi a quanto pare molto probabile, visto che sono proseguite per tutta la notte le ricerche del malvivente di cui sono perse le tracce.

Le indagini ed il riconoscimento del rapinatore, risultano più complicate in quanto, al momento del tentativo di rapina, per un guasto tecnico, le telecamere a circuito chiuso della farmacia erano fuori uso.

La prognosi per le due donne è riservata: la farmacista 40enne è stata trasportata nella notte, dall'ospedale di Nola dove erano entrambe ricoverate, al Cardarelli, per essere sottoposta ad un intervento chirurgico per bloccarne l'emorragia. Entrambe non sarebbero però in pericolo di vita. added on 2008-03-25
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napoli: 2 farmaciste ferite durante un tentat...
By: 3viso
Continuano gli accertamenti da parte dei Carabinieri del Nas per verificare l'eventuale responsabilità di altri medici o infermieri, che abbiano partecipato alle interruzioni di gravidanza che hanno visto coinvolto il Dott. Ermanno Rossi, suicidatosi pochi giorni fa nel suo studio di Rapallo.

 Finora sarebbero otto le donne indagate per aver richiesto auto al Dott. Rossi per abortire: sono donne della "Genova bene", tra i 25 e i 40 anni, rivoltesi al medico per nascondere un'eventuale storia extra coniugale o per interrompere la gravidanza oltre i termini previsti dalla legge. Sconosciuti ancora i loro nomi, neppure gli avvocati parlano in merito, ma rischiano una multa da 51 euro se hanno abortito entro i 90 giorni, o sei mesi di reclusione se hanno scelto l'interruzione di gravidanza oltre i tre mesi.

Dalle dichiarazioni delle donne, e da alcuni documenti ritrovati nello studio del Dott. Rossi, sarebbero infatti emersi elementi circa la possibile presenza di terze persone presenti, tra l'altro, in sala durante gli aborti praticati da Rossi nella clinica privata gestita da suore, Villa Serena, dove il ginecologo, secondo quanto spiegato dalla direzione sanitaria della clinica, avrebbe operato adducendo motivazioni diverse da quelle poi riscontrate dai militari.

Gli indizi sono ora al vaglio degli inquirenti, e si indaga anche su una possibile interruzione di gravidanza effettuata su una minorenne.
 added on 2008-03-16
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aborti illegali a genova: ancora accertamenti...
By: 3viso
Aveva solo 13 anni la ragazzina investita ieri sera a Roma. Era scesa in strada, accompagnata dalla madre, per gettare l'immondizia, ha attraversato la strada, buia da tanto, come gli abitanti di Ardea, località Tor San Lorenzo, sul litorale a sud di Roma, denunciano. Un'auto in corsa la travolge, la bimba viene sobbalzata in aria, cade e batte la testa. Il suo investitore non si ferma a soccorrerla, scappa: la ragazzina viene accompagnata all'ospedale Sant'Anna di Pomezia, ma muore per gravi lesioni riportate.

E' sgomento ad Ardea, la ragazzina viveva con la sua famiglia a pochi passi dal luogo dell'incidente, il padre, emigrato 30anni fa dalla Tunisia, e tutta la sua famiglia, erano molto conosciuti nel quartiere. Batute Oueslati, è questo il nome della giovane vittima, conosciuta da tutti come Pasma, si aggiunge ad un bilancio sempre più drammatico di vittime della strada. Quelle strade che nessuno controlla, dove il manto stradale è spesso disastrato e l'illuminazione è quasi sempre assente, e a pagar le conseguenze sono sempre i cittadini, e stavolta, una piccola cittadina che ha avuto il sol torto di non aver attraversatro sulle strisce pedonali....ma non è un torto!

Perchè in quel tratto di strada di via Laurentina che attraversa Tor San Lorenzo,e di conseguenza una delle zone più popolose di Ardea, piena di abitazioni e negozi, le strisce pedonali non ci sono!

La madre della vittima era presente all'incidente, fin dal primo momento ha infatti dichiarato che le auto a travolgere Pasma fossero due e non una sola, ma dalle testimonianze di alcuni vicini, si parla di un solo tonfo.

Ora, su quella strada della morte, a ricordate l'ultima vittima ci sono una sua foto ed un mazzo di fiori.
 added on 2008-03-07
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investita da un�auto pir...
By: 3viso
E’ stata respinta dalla Procura di Bari la richiesta della difesa di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina scomparsi nel Giugno del 2006 e ritrovati pochi giorni fa infondo ad un pozzo.

Le motivazioni contrarie alla sua scarcerazione, in testa tra tutte la possibilità che “Filippo Pappalardi può inquinare le prove e reiterare il reato di omicidio”, sono scritte nel parere firmato dal procuratore Emilio Marzano e dal sostituto Antonino Lupo.

pappalPappalardi, in carcere dal Novembre del 2007 con l’accusa di aver ucciso i figli Ciccio e Tore, aveva a suo carico già un “corredo probatorio ed indiziario, nonostante”, affermano inoltre nel loro parere contrario alla scarcerazion Marzano e Lupo,  “a quel tempo non fossero stati ancora rinvenuti i corpi dei due poveri bambini». Ciò nonostante, secondo i magistrati inquirenti, le accuse della procura, poi fatte proprie dal gip e dal tribunale del Riesame, continuano a non essere scalfite dal ritrovamento dei cadaveri. Contrariamente a quanto era scritto nella richiesta di custodia cautelare, inoltre, la procura non ritiene più sussistente l’ipotesi che l’indagato, una volta libero, possa fuggire

Si è tenuta stamane una marcia silenziosa a Gravina, organizzata dall’Istituto Tecnico ‘Bachelet’ per ricordare i due fratellini Ciccio e Tore Pappalardi, alla quale hanno partecipato, secondo le stime della polizia, almeno 5000 persone. Una marcia silenziosa, per non dimenticare i fratellini Pappalardi, alla quale ha partecipato anche il sindaco Rino Vendola, che sottilinea ai media che spesso, in questi mesi, il silenzio dei cittadini e dei ragzzi di Gravina “è stato scambiato per indifferenza”.

Angela Aliani, avvocato difensore di Filippo Pappalardi, ha presentato un’istanza per ottenere dalla procura di Bari il filmato registrato la sera del 5 giugno 2006, giorno in cui i fratellini sono scomparsi, dalle telecamere esterne della filiale di Banca Meridiana di via Canale D’Alonso, a Gravina in Puglia, sostenendo che “le telecamere esterne della banca abbiano ripreso Filippo Pappalardi mentre questi faceva la spola in auto tra la sua abitazione di via Casale (che incrocia via Canale D’Alonso) e i luoghi in cui sostiene di aver cercato i figli”; tale possibilità viene però falsa dagli inquirenti.  added on 2008-03-04
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pappalardi resta in carcere: potrebbe uccider...
By: 3viso
Dopo l'accertamento avvenuto sui due corpi ritrovati infondo ad un pozzo pochi giorni fa a Gravina, e la conferma che si trattasse dei 2 fratellini, Ciccio e Tore, scomparsi il 5 giugno 2006, occorrono adesso 30 giorni per effettuare sui resti dei loro corpi l'autopsia necessaria a costatarne la causa del decesso.

grav4.jpg  La madre dei due bambini, Rosa Carlucci, ha impiegato più di 30 minuti ieri per riconoscere il corpo dei suoi figli, ed è stata interrogata anche la compagna del padre, con la quale i due fratellini vivevano, per ricostruire quell'ultimo giorno prima della scomparsa, a che ora e cosa avessero mangiato e cosa indossavano i bambini prima di uscire di casa.

Il padre dei due fratellini, è ancora in carcere: accusato fin dal primo momento della loro uccisione, continua a proclamarsi innocente, ed il suo legale ne chiede la scarcerazione.

Il comune di Gravina ha intanto offerto il suo contributo alla famiglia dei due bambini, per le spese delle esequie, ma il padre ha rifiutato: verrà comunque proclamato, afferma il sindaco, il lutto cittadino il giorno dei funerali.

Ma la data dei funerali è ancora da decidersi, l'Istituto di Medicina legale della Provincia di Bari informa che ci vorranno 30 giorni per eseguire l'autopsia, intanto da alcuni accertamenti fatti all'interno del pozzo in cui sono stati ritrovati i cadaveri, si notano dei graffi sulle pareti che, a quanto pare, potrebbero determinare il tentativo di Salvatore di cercare di uscire.

I bambini di Gravina affermano inoltre, di aver visto entrare quella sera i due fratellini nel casale abbandonato e, spiegano, che calarsi giù per quel pozzo era per tutti una prova di coraggio; affermano che avevano da subito avvisato i Carabinieri di averli visti entrare ma, dicono, "non ci hanno dato retta". added on 2008-02-28
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gravina: 30 giorni per l'autopsia sui fr...
By: 3viso
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