E’ stata respinta dalla Procura di Bari la richiesta della difesa di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina scomparsi nel Giugno del 2006 e ritrovati pochi giorni fa infondo ad un pozzo.
Le motivazioni contrarie alla sua scarcerazione, in testa tra tutte la possibilità che “Filippo Pappalardi può inquinare le prove e reiterare il reato di omicidio”, sono scritte nel parere firmato dal procuratore Emilio Marzano e dal sostituto Antonino Lupo.
pappalPappalardi, in carcere dal Novembre del 2007 con l’accusa di aver ucciso i figli Ciccio e Tore, aveva a suo carico già un “corredo probatorio ed indiziario, nonostante”, affermano inoltre nel loro parere contrario alla scarcerazion Marzano e Lupo, “a quel tempo non fossero stati ancora rinvenuti i corpi dei due poveri bambini». Ciò nonostante, secondo i magistrati inquirenti, le accuse della procura, poi fatte proprie dal gip e dal tribunale del Riesame, continuano a non essere scalfite dal ritrovamento dei cadaveri. Contrariamente a quanto era scritto nella richiesta di custodia cautelare, inoltre, la procura non ritiene più sussistente l’ipotesi che l’indagato, una volta libero, possa fuggire
Si è tenuta stamane una marcia silenziosa a Gravina, organizzata dall’Istituto Tecnico ‘Bachelet’ per ricordare i due fratellini Ciccio e Tore Pappalardi, alla quale hanno partecipato, secondo le stime della polizia, almeno 5000 persone. Una marcia silenziosa, per non dimenticare i fratellini Pappalardi, alla quale ha partecipato anche il sindaco Rino Vendola, che sottilinea ai media che spesso, in questi mesi, il silenzio dei cittadini e dei ragzzi di Gravina “è stato scambiato per indifferenza”.
Angela Aliani, avvocato difensore di Filippo Pappalardi, ha presentato un’istanza per ottenere dalla procura di Bari il filmato registrato la sera del 5 giugno 2006, giorno in cui i fratellini sono scomparsi, dalle telecamere esterne della filiale di Banca Meridiana di via Canale D’Alonso, a Gravina in Puglia, sostenendo che “le telecamere esterne della banca abbiano ripreso Filippo Pappalardi mentre questi faceva la spola in auto tra la sua abitazione di via Casale (che incrocia via Canale D’Alonso) e i luoghi in cui sostiene di aver cercato i figli”; tale possibilità viene però falsa dagli inquirenti.